Non ci è voluto molto prima che la moda del carbone vegetale prendesse piede in tutta Italia – soprattutto per la spinta forsennata all’acquisto di tali prodotti da parte del “consumatore salutista” – peccato che dietro ai benefici dichiarati, si nasconda un unico elemento: additivo/colorante E153.

La legislazione nazionale e quella europea vietano espressamente l’utilizzo di qualsiasi colorante nella produzione di pane.  E ben pochi lo sanno!

Questo significa che qualora un panettiere volesse usare del carbone vegetale nel suo impasto, il prodotto finale non potrà essere definito pane, pena la violazione di legge!

Secondo il dottor Paolo Raffi, Medico Specialista in Dietologia e Dietoterapia di Pisa (intervistato da panorama.it) il Carbone Vegetale – derivante dalla combustione della legna in assenza di ossigeno – di per sé non è commestibile e non ha proprietà benefiche! 

Oltre che in medicina, l’uso del carbone attivo è previsto dalla legislazione italiana anche come colorante alimentare con il codice “E153 – carbone medicinale” ma il suo impiego è consentito ad esempio in caramelle e confetti, ma non nel pane!

Gli effetti benefici del carbone vegetale sono essi stessi la loro principale controindicazione. Essendo una sostanza molto porosa, crea problemi non solo ai bambini, bloccando i nutrienti fondamentali per la crescita, ma anche ai diabetici o a chi ha disfunzioni tiroidee, perché, spiega National Geographic“funziona quasi come un collante: nel nostro stomaco lega tutto ciò che ha intorno a sé. I veleni, certo, ma anche i farmaci e i nutrienti. Chi assume medicine salvavita dovrebbe consumare il carbone vegetale a distanza di almeno 1-2 ore”. 

In America è vietato utilizzare il carbone vegetale nei prodotti alimentari a causa della sua potenzialità cancerogena dovuta alla non perfetta “purezza” di alcune produzioni.

Sono delle frodi alimentari scandalose, le quali, richiamando artificiosamente l’attenzione sul colore nero, fanno credere ai “consumatori salutisti” che si tratti di “pane nero” come quello di una volta, ricco di fibre alimentari e prodotto con sfarinati antichi come il grano duro Senatore Cappelli.

Nonostante questo, l’Assopanificatori Confesercenti ha fatto sapere che le vendite di questi prodotti sono aumentate nel corso dell’ultimo anno e che il prezzo al Kg va dai 6,50 agli 8 euro, contro i 3 – 4 €/Kg del pane di grano duro. Non considerando poi, che un kg di “farina nera” costa al panettiere circa 25 euro e che della stessa in un impasto ne vengono usati circa 10 – 15 gr.

 

Un business che: solo chi ha a cuore la salute dei suoi clienti e chi lavora con passione e correttezza è disposto a farsi sfuggire! 

Ecco perché, noi del Panificio Petrella Laurino, ci siamo mostrati – da sempre – contrari a tale moda… siamo attenti alla vostra salute… non alla nostra tasca!

 

Fatti furbo, non lasciarti ingannare dalle mode del momento… è solo puro marketing! 

 
Vale la pena rischiare la salute per seguire una stupida moda?

 Io direi di no…

 

hr_tree_Ardy

Abbiamo a cuore la tua Salute,
con noi…

puoi star tranquillo!

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 Il “Pane di Matrice” non smette mai di stupirci…
…tradizione dal 1966!

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