INUOVIVESPRI sui loro articoli continuano a ribadire che la presenza di grani duri esteri nel pane è un’offesa alla tradizione, e che piano piano si sta tornando alla normalità.

Vi chiederete come mai?

Semplice: “Business is Business” a scapito del prodotto artigianale Made in Italy ma soprattutto a scapito della nostra salute. Che senso ha incrementare la produzione e di conseguenza gli utili se poi si sminuisce un prodotto?

Da anni ci hanno inculcato la bontà del grano canadese, che per carità, in termini di glutine sarà anche vero, ma ci hanno sempre nascosto le spaventose sostanze chimiche utilizzate per ottenere spighe belle e piene di chicchi. Sostanze chimiche – come il glifosato –  considerate veleni per la nostra salute.

Il 47% di grano duro estero che arriva in Puglia è di bassa qualità; il 30% è di media qualità; mentre solo il 23% è di alta qualità. Sono questi alcuni dei dati che l’Agenzia delle dogane ha fornito a GranoSalus, l’associazione che raccoglie produttori di grano duro di tutto il Sud Italia e consumatori.

Il dato è preoccupante e Savero De Bonis, presidente di GranoSalus, si pone una domanda fondamentale – e anche noi: “dove finisce il 47% del grano duro estero che sbarca in Puglia e che gli uffici delle dogane definiscono di bassa qualità?”

Semplice: sulle tavole di milioni di consumatori, non soltanto italiani, ma anche europei e di altri Paesi del mondo, ignari e orgogliosi di consumare cibo Made in Italy.

[fonte] – A rincarare la dose, ci pensa uno studio del Massachusetts Institute of Technology (Mit) e il risultato della ricerca è spaventoso: il glifosato presente nella pasta e nel pane può provocare malattie gravi, quali: diabete, obesità, asma, morbo di Alzheimer, sclerosi laterale amiotrofica (Sla), e il morbo di Parkinson.

Basta con questa disinformazione, basta veleni!

Iniziamo a fidarci dei nostri artigiani. Chiediamo al nostro mugnaio o al nostro panificatore la tracciabilità del grano duro.

La vostra salute è il nostro primo obiettivo e lo dimostra la filiera del grano duro “Senatore Cappelli”, certificata in tutti i suoi passaggi (fonte: www.gransannio.it), nata una decina di anna fa, ma che si rifà alle antiche tradizioni del nostro panificio. Di fatti, già nel lontano 1966, il Sig. Laurino Petrella, panificava sfruttando le qualità del grano duro autoctono “Senatore Cappelli”  che veniva prodotto direttamente dal titolare e macinato un pò alla volta in un piccolo molino locale per sfornare il cosiddetto “Pane di Matrice”.

Oggi, come allora, tutta la produzione si concentra all’interno del nostro piccolo paesino – Matrice – dove gli agricoltori coltivano il grano duro Senatore Cappelli con amore e passione. Rendendo il nostro pane INCONTAMINATO!

Solo controllando il prodotto dal campo alla tavola possiamo offrire al consumatore una garanzia sulla sua genuinità! Ecco perchè Il Pane di Matrice è sinonimo di qualità!

Impariamo a mangiar sano, riscopriamo insieme i veri sapori di una volta, difendiamo la nostra salute…

L’unione fa la forza! 😉

*in quest’articolo vengono riportate informazioni presenti su http://www.granosalus.com – http://www.inuovivespri.it.

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Il “Pane di Matrice” non smette mai di stupirci…
…tradizione dal 1966!

premio roma

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